Un Moretti-Godot con una spruzzatina di Forrestgumpismo naïf, srotola la sua intricata matassa ossimorica di un caos calmo interiore, su una panchina in un parco, davanti l'istituto scolastico dove la figlia va a lezione. Questa sarà la verde sede dell'elaborazione del lutto per la perdita improvvisa della moglie. Mentre la bimba studia l'arte del palindromo e le situazioni reversibili e irreversibili, il babbo si concede una pausa esistenziale che, a volte, è esiziale per dar valore e senso a vite risucchiate da vortici di inconsapevolezze consapevoli -il lavoro, la carriera, il cursus honorum. Con la scusa di star vicino alla figlia, Nanni alias Pietro Paladini, riscopre il gusto dell'incontro, la riappropriazione del proprio tempo biologico, e il dipanarsi di pensieri a ruota libera.Tratto dal romanzo di Veronesi -vincitore dello Strega ultimo-diretto da Grimaldi- questo Caos-calmo è un film che stimola la riflessione e la meditazione sulle nostre vite troppo spesso irrazionali e prese in centrifughe di efficientismi disumani. Ma rientrare nell'alveo antropoLogico spesso denota per gli altri, stranamente, un disturbo o una devianza psicologica. Così il protagonista si trasforma lentamente in un povero vedovo che, forse, ha perso la testa e il lume della ragione. Sarà la figlia, diventata zimbello dei compagni di scuola per colpa del singolare genitore, a stabilire la reversibilità della situazione e a pregare il babbo di tornare alla vita di sempre e quindi regolare. Una pellicola dalla forte valenza analitica: una ferrosa panchina si fa simbolo e va a surrogare il lettino del terapeuta. Gran bei personaggi di contorno interprepati da A. Gassman, V. Golino,I. Ferrari, S. Orlando e un cameo epifanico di Roman Polanski come ciliegina sulla torta recitativa. I Radiohead con "Pyramid Song" e un inedito di Ivano Fossati lo spartito e il controcanto musicale, per nulla casuale. Un bel film che Rainer consiglia a tutti e in particolare a chi adora il cinema che fa riflettere e pensare e aborre quello che vien realizzato solo per distrarre e svagare.