Tutti siamo ospiti dello stesso pianeta, il piu' grande del sistema solare, di passaggio in questo transito terrestre. Eppure, una parte di questa vastità, ci appartiene di piu': uno spicchio di questo immenso, ci ha dato i natali, e saremmo capaci di riconoscere l'afrore e il pH della sua terra, pur se fossimo distanti miglia e miglia. Per tutti c'è un humus che ci ha regalato l'imprinting primigenio che, come per le oche di Konrad Lorenz, non si dimentica mai. De Andrè un giorno , nonostante i suoi rigirii, ci parlò e ci raccontò la genovese Creuza de Mä...così come Woody Guthrie, zingarando qui e là, trovò il tempo per affrescare indelebilmente la sua :″This land is my land″. Dante rese la Divina Commedia, mezza toscana. Il sito geografico d'origine forgia, modella e segna irrimediabilmente, come un marchio indelebile, il prosieguo del proprio percorso esistenziale, dovunque si svolga. Oggi vi voglio parlare del mio dna, delle zolle che han deciso che sarei stato Rainer, vate minore e amante di livello. Ebbene sì, son nato nella patria di Publio Ovidio Nasone, l’autore dell’Ars Amandi e delle Metamorfosi, il piu’ grande poeta della poesia erotica latina. Grande letterato e trombator cortese: sposato tre volte e continuamente innamorato.
E io vi sembro da meno? Sei convivenze e amori continui e un sentirmi aedo che mi pervade diuturnamente. Anch'io, con un naso per nulla trascurabile, e una virtu’, nascosta e inenarrabile, di forte rilievo e impatto. Talis pater, talis filius! Son fieramente Peligno, battezzato dall'Aterno, il Gizio e il Sagittario. Ovidio fu mandato in esilio a Tomi e sul Morrone trovò ricetto Celestino quinto, il Papa del gran rifiuto. Anch'io vago esule, seppur in terre che mi amano, ricambiate. Noi morronesi s'è dato, con i Flavii, tre imperatori a Roma...e la mia modella Azzurra è una reincarnazione romana.
″Sulmo Mihi Patria Est″: realtà feconda e bella come poche. Ma che palle quando i miei estimatori insistono per conoscere la mia terra natale....e appena gli vien detta, come automi, mi dicono la città dei confetti....si, anche quelli, per carità di Dio! clamorosamente deliziosi, ma che vengano evocati dopo Ovidio e Rainer, i veri gioielli di famiglia. Vi prego, fatevi un giro a Sulmona; fascinosa e pudìca da innamorarvene immantinente. Andate a Fonte d'Amore, sotto il Morrone , dove Ovidio faceva il peripatetico pensante e progettava le sue opere migliori. Capirete, in un attimo, perchè poetarainer è arrivato a questi livelli eccelsi e celesti. Vienvia ragazzi! Si fa per scherzare!....ma mica piu' di tanto!! L’Alighieri, il sommo, collocò Ovidio- che amava parecchio- nel Limbo. Chissà me, dove mi metterebbe? Stasera glielo chiedo-abito vicino casa sua-e vi farò sapere. Ciao, sorrisi di lontananze ignote! Vostro poetarainer! 

